Il “Museo il movimento”

“Un vincitore, è un sognatore che non si è arreso”  Nelson Mandela

Dalla fondazione del 2005 ad oggi, Associazione FITRAM ed i suoi soci, sempre in aumento con il passare gli anni, hanno sempre creduto in un ambizioso obiettivo, che andasse oltre il semplice restauro di veicoli storici.

Il visitatore deve tornare indietro nel tempo… in modo da scoprire il lavoro di maestranze, autisti, bigliettai, direttori e la vita degli utenti che utilizzavano il trasporto pubblico di un tempo.

L’obiettivo è comunicare alle generazioni presenti e future il vero significato del trasporto pubblico e l’importanza economica e sociale che lo stesso ha rappresentato negli anni passati.

Partiamo dal secondo dopoguerra: si ripristinano le strade di comunicazione, nascono poi le prime autostrade ed i centri industriali si sviluppano con grande velocità.

Nascono agglomerati urbani e poli industriali ma l’auto propria è ancora un privilegio di pochi.

Alternative: qualche moto, la bicicletta… e le gambe.

Il trasporto pubblico assume quindi un ruolo chiave.

L’autobus non cura gli spostamenti solo in città ma nelle province, permettendo i collegamenti dai paesi di montagna alle città, consentendo alle persone di spostarsi per lavoro, per studio e per vedere i propri cari.

L’autobus ed il suo autista che raggiungevano il paesino sperduto rappresentavano per loro qualcosa di molto più grande di un semplice mezzo di trasporto.

I primi autobus arrivavano a destinazione portando generi alimentari, medicine, posta e anche denaro.

Il trasporto pubblico ha permesso a chi non aveva nulla di poter lavorare, ai giovani di studiare, alle persone di togliersi dall’isolamento, sia interagendo con altre persone, sia potendosi finalmente costruire un futuro diverso.

Veicoli instancabili, hanno percorso migliaia di chilometri, dai valichi fino alla nebbia delle grandi città, sede dei posti di lavoro.

Gli autobus, capolavori di ingegneria industriale, sono stati poi sostituiti da mezzi più moderni e periodicamente da mezzi ancora più moderni fino ad arrivare a oggi.

In città i tram vengono sostituiti da mezzi su gomma, ma a trazione elettrica: i filobus, che sono anche loro oggetto di collezione del nostro museo.

Gli autobus ed i mezzi che hanno contribuito negli scorsi decenni alla ripresa sociale ed economica del nostro paese sono i protagonisti del museo di Associazione FITRAM, per far si che le generazioni presenti e future ricordino questa pagina di storia d’Italia.

Ci sarà spazio per la storia dei vaporetti del nostro golfo che dal lontano 1871 hanno trasportato le persone della città, una storia quasi svanita e che Associazione FITRAM vuole ricordare.

Il progetto FITRAM del “Museo in movimento” ha un significato ben preciso.

Il museo non deve essere statico, se non per pochi mezzi, ma dinamico.

I veicoli restaurati esteriormente e meccanicamente, nelle intenzioni dei soci fondatori, avrebbero dovuto poter espletare servizi sociali e turistici, un obiettivo che comportava notevoli sforzi ma che avrebbe portato, oltre ad essere uno dei pochi musei dinamici d’Italia, alla soddisfazione ed all’emozione di poter provare un viaggio di altri tempi.