La municipalizzata FITRAM

Nel 1892 gli uffici tecnici del Comune elaborano un progetto per la creazione di una rete tramviaria urbana e suburbana; il 17 marzo dello stesso anno il sindaco della città, Antonio Pontremoli e l’Amministrazione della Regia Marina stipulano una convenzione dove si concedeva al Municipio di “collocare binari di guida o rotaie in ferro ed acciaio” per servizio di vetture pubbliche a trazione meccanica destinate al trasporto di persone e merci lungo alcune strade di proprietà della Regia Marina.

Il progetto elaborato dal Comune prevedeva:

Una linea tramviaria con trazione a vapore, che , partendo dalla Stazione Merci e piccola velocità (zona dei Vicci), attraverso Via Genova, Viale Margherita, Viale Savoia, Viale Umberto I° e Viale San Bartolomeo raggiungesse il Regio Cantiere San Bertolomeo.

  • Una linea tramviaria a trazione a cavalli, che , partendo dalla Stazione Passeggeri della Società Strade Ferrate Rete Mediterranea, attraverso Via Paleocapa, Via Genova, Viale Garibaldi, Corso Cavour, Via Chiodo fino al Politeama Duce di Genova, Via d’Azeglio, raggiungesse Viale Umberto I° all’altezza di Porta Rocca. Questa linea tramviaria avrebbe avuto anche una piccola diramazione tra Corso Cavour e Piazza Brin per servire il quartiere Umberto I°.

 1- Progetto Tramvia 1892 001

Questo progetto però non venne mai applicato nella realtà, poiché la trazione elettrica si andava rapidamente affermando soppiantando, laddove nascevano nuovi progetti per i trasporti nelle città, le “fumose” tramvie a vapore.

Venne presa in considerazione la proposta avanzata dalla HELIOS Elektricitats Aktiengeselleschaft – Koln – Herenfeld (Helios – Società Anonima di Elettricità di Colonia-Herenfeld) per la gestione in subconcessione del servizio urbano di trasporto con la costruzione di un impianto tramviario a trazione elettrica.

Il 19 dicembre 1898 dinanzi al Notaio Paolo Boracchia, fra il Sindaco della Spezia e l’Ingegner Carlo Pfaltz della Società Helios, veniva stipulato un compromesso per la concessione dell’esercizio di tramvie elettriche nel territorio del Comune della Spezia.

Discusso nelle sedute del Consiglio Comunale del 14 Gennaio e del 6 Febbraio 1899, il compromesso venne tramutato in convenzione, sottoscritta il 15 marzo 1899 dal Sindaco Giulio Beverini e dall’Ing. Carlo Pfaltz in nome e per conto della costituenda Società Italiana di Industrie Elettriche.

La rete tramviaria da costruirsi prevedeva:

  • Per il trasporto di Persone e di Merci:
    • Dalla Stazione delle Merci a piccola velocità attraverso Via Genova, Viale Margherita con deviazione per il ponte di Pegazzano, Viale Savoia con diramazione per Cadimare, Viale Umberto I°, Viale San Bartolomeo con diramazione da Migliarina a Mare a Migliarina a Monte, raggiungesse il Regio Stabilimento di San Bartolomeo, con l’obbligo della Società concessionaria di prolungamento, su richiesta del Comune, sino a Pertusolae fino all’abitato di Lerici.
  • Per il trasporto di sole Persone:
    • Dalla Stazione Passeggeri della Società Strade Ferrate Rete Mediterranea, attraverso Via Paleocapa, Via Genova, Viale Garibaldi con diramazione per Corso Cavour e Viale Margherita, Corso Cavour, Via Chiodo con diramazione per Via Prione sino al ponte di sbarco, Via d’Azeglio, Viale Mazzini raggiungesse Porta Rocca.

La convenzione stabiliva anche che nel caso di costruzione di un nuovo Ospedale Civile nella periferia della città, questo dovesse essere raggiunto da una delle due tramvie; inoltre si sanciva anche le caratteristiche tecniche degli impianti e delle vetture, le tariffe da praticare e le paghe da corrispondere al personale tramviario.

Inizia così la costruzione della Tramvia.

La ditta F.lli Cozzani fu Costantino inizia gli scavi per le fondazioni dei fabbricati del Deposito e delle Officine che sorgeranno nei pressi della Barcaccia al Cataletto, mentre gli operai della Helios stravolgono le vie della città per la posa dei binari e la palificazione per la rete elettrica.

I lavori della costruzione dell’impianto poterono considerarsi ultimati verso la metà del 1901 e dopo alcune controversie tra Comune e ditta concessionaria, il 5 luglio 1902 la Gazzetta della Spezia annuncia l’avvio dell’esercizio delle linee tranviarie:

  • Migliarina a Mare – Viale Margherita
  • Migliarina a Mare – Stazione Passeggeri Rete Mediterranea
  • Diramazione Via Chiodo – Viale Umberto I°

2- Progetto tramvia 1902 001

Quindi la mattina del 22 luglio 1902 veniva inaugurato il servizio.

Nell’ottobre dello stesso anno, veniva aperto all’esercizio il tronco a semplice binario dal Canaletto sino al Regio Stabilimento di San Bartolomeo.

Nell’agosto del 1904 veniva inaugurata la linea per la Chiappa e nel 1905 veniva iniziato il servizio sul tronco Canaletto – Migliarina a Monte.

Il Comune rinunciò alla costruzione della linea per trasporto Merci e Passeggeri dalla Stazione Merci lungo Viale Margherita in favore dell’utilizzo di un omnibus nella linea fino a Cadimare, prolungando il percorso sino a Porto Venere.

Nel 1904 la Helios propose al Comune di adottare, per la linea Spezia – Porto Venere, in luogo degli omnibus, degli automobili elettrici con filo aereo senza rotaie.

Così il 10 febbraio 1906 veniva inaugurata la linea filoviaria Piazza Chiodo – Mezzano, costruita dall’Impresa Ing. Meriggi e Diaz di Milano. La prosecuzione della linea per Porto Venere venne iniziata, ma non portata a termine.

Fu così che La Spezia ebbe una delle prime filovie costruite in Europa.

 3- Filobus 1906 001

Le automobili elettriche con filo aereo senza rotaie (il termine filobus non era ancora stato creato) erano in realtà delle modeste diligenze con ruote a gomme semipiene, con presa aerea di corrente costituita da un trolley ad unica asta portante sulla sommità un carrello snodato con quattro pulegge scorrevoli lungo il bifilare. Erano costruite dalla Ditta Turrinelli su brevetto tedesco, mentre il trolley era un brevetto italiano del Capitano Cantoni.

La capienza era di 16 persone compreso il personale di servizio. Anche la velocità era modesta, tenuto conto della strada di allora, degli scarrucolamenti e dei guasti, tra Piazza Chiodo e Fezzano occorreva oltre 30 minuti.

Il servizio filoviario non soddisfala nessuno, così il Comune della Spezia con atto in data 18 febbraio 1907 intimava alla Società esercente di sostituire la linea filoviaria con una linea tranviaria e dopo una trattativa il 1 Luglio 1908 venne deciso di costruire una linea tramviaria per Cadimare.

Nei primi mesi del 1909 venne aperta all’esercizio tramviario il tratto Viale Garibaldi – Acquasanta, mentre sul finire dello stesso anno entrava in funzione anche il tratto fino a Cadimare.

Chiusa la parentesi filoviaria, nel 1906 era stata aperta all’esercizio anche la linea tramviaria per Pegazzano e nel 1911 il tronco San Bartolomeo – Muggiano.

Nel tardo autunno del 1912, veniva inaugurato il tronco a semplice binario da Fossa Mastra agli stabilimenti della Vickers Terni e nel 1915 con la costruzione dell’anello di Piazza Chiodo e del tronco a binario semplice Porta Rocca – San Cipriano, la rete tramviaria prevista dalla convenzione del 1899 poteva dirsi completata.

Per circa 10 anni la rete di trasporto pubblico della città rimase immutata; solo nel 1927 venne costruita la deviazione tra Viale San Bartolomeo ed il Cimitero dei Boschetti attraverso Via del Molo.

Tuttavia alcuni progetti, non portati a temine, erano stati pensati tra il 1914 ed il 1919 dall’allora direttore delle Tramvie, Ing. Alfredo Morone come il prolungamento in collaborazione con la Regia Marina tra Cadimare e Varignano; il raccordo tra il Capolinea di Marcantone (Migliarina a Monte) e San Cipriano attraverso la vecchia Via Provinciale di Mazzetta, il prolungamento della linea Terni sino al Limone attraverso le Pianazze, il raccordo tramviario, per solo trasporto merci, dalla Stazione di Valdellora e dello Scalo Merci dei Vicci con la Stazione del Porto Mercantile.

Nel 1938 l’Ing. Leonetto Paletti, succeduto all’Ing. Morone alla direzione delle Tramvie Spezzine, progettò la trasformazione delle rete da tramviaria a filoviaria.

Finì nel dimenticatoio anche un progetto approntato tra il 1905 ed il 1907 dall’ing. Ferretti di Parma per la costruzione di una funicolare dal Capolinea della Chiappa sino al valico della Foce.

Verso la fine del 1919 vennero iniziati i lavori per la costruzione di una linea tramviaria per trasporti passeggeri e merci da La Spezia a Lerici.

Secondo il progetto, detta tramvia, avrebbe dovuto usufruire del binario della ferrovia militare lungo Viale San Bartolomeo; da questo punto lungo una strada da costruirsi attraverso la vallata del Ruffino e passante sotto la strada militare degli Scoglietti, avrebbe raggiunto gli abitati di San Terenzo e di Lerici, per proseguire in un secondo tempo per Sarzana e Carrara.

La costruzione della nuova strada venne suddivisa in tre lotti affidati a tre imprese: la Cooperativa Edile fra Ex Combattenti della Spezia, l’Impresa Mariotti, Cozzani & C. e l’impresa Saverio Parisi di Roma, alla quale venne affidata la costruzione della Galleria degli Scoglietti.

I lavori non vennero portati a temine a causa del fallimento della Banca Italiana di Sconto che mise in seria difficoltà la Società Tramvie Spezzine che sospese i lavori.

La Società delle Tramvie fu costretta a chiudere i battenti: per 42 giorni, da febbraio ad Aprile del 1922, i tram rimasero fermi in Deposito.

Il servizio tramviario era stato iniziato con un primo nucleo di 6 vetture motrici del tipo “Helios-Duplex”; successivamente aumentato sino a raggiungere alla fine del 1904 il numero di 20, e tre rimorchi del tipo “giardiniera”.

Le vetture Helios-Duplex erano dotate di due motori Helios da 20Hp., si presentavano con la caratteristica forma a botte con pareti laterali a saracinesca, che sollevate rientravano sotto l’imperiale della vettura trasformandola in giardiniera per la stagione estiva.

Era dotata di eleganti poltroncine in vimini con spalliere orientabili nel senso di marcia della vettura, una tappezzeria a fiorami sulle pareti, lampadari in bronzo ed orologio pubblicitario collocato all’interno della vettura. Le piattaforme erano completamente aperte.

I rimorchi a giardiniera invece erano completamente aperti. Consistevano in un pianale sormontato da un tetto sorretto da alcuni montanti in legno, privi di corridoio centrale.

 4- Tram Helios Duplex 001

Nel 1908 vennero commissionate alla Società Carminati e Toselli di Milano altre motrici e rimorchi di maggiore potenza e capienza.

Tra il 1908 ed il 1914 entrarono in servizio altre 18 motrici e 26 rimorchi.

Le nuove motrici, meno eleganti delle prime, ma di maggiore capienza erano dotate di motori da 37 Hp., freno a mano e freno elettrico ad archetto con pattino di alluminio di tipo Siemens.

Alla fine del 1914 il parco vetture ammontava a 38 motrici e 26 rimorchi per trasporto passeggeri, una motrice per trasporto merci, una motrice con botte e compressore per innaffiamento stradale e due autobotti elettriche ad accumulatori sempre per l’inaffiamento stradale.

Nel 1917, per sopperire alle aumentate esigenze del servizio, sei grossi rimorchi di costruzione Carminati e Toselli, vennero trasformati in motrici con motori da 37 Hp., e muniti di freno ad aria sistema Westinghouse. Furono queste le prime vetture dotate di freno ad aria che circolarono nelle linee spezzine.

Nel 1924 vennero messe in servizio 6 nuove motrici costruite dalle Officine Miani e Silvestri, con equipaggiamento elettrico C.G.E. e motori da 36 Hp., di grande capienza e di elegante linea moderna; nel 1929 vennero acquistati anche 2 grandi autobus di tipo urbano.

Alla fine del 1929 il parco vetture della Società Tramvie Elettriche della Spezia era così costituito:

2          motrici              tipo       Helios – Duplex

34        motrici              tipo       Carminati & Toselli

1          motrice             tipo       Salon Carminati

6          motrici              tipo       Miani & Silvestri

1          motrice             tipo       Carminati adibita a Carro Attrezzi

1          motrice             tipo       Carminati adibita a trasporto merci

1          motrice             per       innaffiamento stradale

totale   46        motrici

33        rimorchi            tipo       vario

2           autobus             tipo       urbano

totale 81 veicoli

Alcune vetture vennero demolite poiché considerate non più idonee al servizio e furono sostituite con altre acquistate usate da altre aziende. I due autobus vennero alienati perché il loro impegno si era dimostrato antieconomico, mentre alcune vetture tipo Helios-Duplex, da anni fuori servizio, vennero ricostruite e riutilizzate.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale e il nessun miglioramento od adeguamento del parco contribuirono al suo peggioramento tanto che al 1° ottobre 1948, al momento della municipalizzazione del servizio, la consistenza del parco vetture era la seguente:

2          motrici              tipo       Helios – Duplex trasformate

25        motrici              tipo       Carminati & Toselli

1          motrice             tipo       Salon Carminati

6          motrici              tipo       Miani & Silvestri

1          motrice             tipo       Savigliano (acquistata dalle Tramvie di Brescia)

4          motrici              tipo       Carminati & Toselli (acquistate dalle Tramvie di Cremona)

1           motrice            tipo       (?) ricostruita da una vecchia vettura acquistata dalle Tramvie di Livorno

1          motrice             tipo       Helios trasformata in Carro Attrezzi

totale 41 motrici

29        rimorchi            tipo       vario

totale 70 veicoli

5- Linee Tramvia 1914 001 

Alla scadenza della Convenzione del 1902, l’Amministrazione Podestarile rinunciava alla proroga della stessa e pertanto l’8 settembre 1943, fra il Comune della Spezia Podestà Avv. Tullio Dall’Ara e la Società Tramvie Elettriche della Spezia Presidente Gr.Uff. Dr. Ing. Natale  Balsamo, veniva stipulata una nuova convenzione in base alla quale la Società Tramviaria si impegnava ad esercitare le tramvie urbane della Spezia fino a due anni dopo la cessazione dello stato di guerra e comunque per un periodo minimo di cinque anni a partire dal 19 luglio 1942.

Venne costituita una Commissione alla quale venne affidato l’incarico di studiare il problema inerente l’esercizio delle tramvie con particolare riguardo alla possibilità di rinnovo e miglioramento dell’esercizio stesso.

Dopo una serie di laboriose riunioni, la Commissione arrivò alle seguenti conclusioni:

1)       abolizione dei tram all’interno della città e loro sostituzione con filobus;

2)       mantenimento del tram sulle altre linee;

3)       istituzione di una nuova linea di filobus che dalla Stazione ferroviaria, attraverso la zona dell’Antoniana, raggiungesse il Felettino ed eventualmente il Termo secondo il progetto di massima redatto dall’Ufficio Tecnico del Comune.

Dinanzi a tale stato di cose il Comune ritenne quindi conveniente abbandonare l’idea di appaltare il servizio tramviario ed affrontare invece la gestione diretta mediante la costituzione di una apposita Azienda Municipalizzata avente carattere prevalentemente e rigidamente industriale.

Vennero attivate trattative con la Società Tramvie Elettriche della Spezia per la parziale concessione degli impianti si voleva, in tempi brevissimi, il passaggio da sistema tramviario a filoviario.

La Società Tramvie Elettriche della Spezia aderì alla nuova soluzione e così il 1° ottobre 1948 nasceva la FI.TR.A.M. – Azienda Municipalizzata Filo-Tramviaria della Spezia; la direzione fu affidata al Dr. Ing. Azzolino Mannari ultimo direttore della Società Tramvie Elettriche della Spezia.

Il programma di istituzione dei nuovi servizi intrapreso dalla FI.TR.A.M. dal 1948:

  • 21 marzo 1949 istituzione della nuova autolinea “F” Scorza – Felettino;
  • 8 maggio 1949 istituzione della nuova autolinea “T” Via Chiodo – Termo;
  • 28 gennaio 1951 trasformazione in filovia della tramvia “3” Pegazzano – Ospedale;
  • 28 gennaio 1951 trasformazione in filovia della tramvia “4” Chiappa – Ospedale;
  • 8 maggio 1951 trasformazione in filovia della tramvia “5” Via Chiodo – Cadimare;
  • 19 Agosto 1951 istituzione della nuova autolinea “S” Via Chiodo – Sarbia;
  • 2 gennaio 1952 istituzione della nuova autolinea “SV” Via Chiodo – San Venerio;
  • 3 febbraio 1952 istituzione della nuova autolinea “CM” Circonvallazione a Monte;
  • 10 maggio 1953 trasformazione in filovia della Tramvia “1” Pegazzano – Migliarina;
  • 29 luglio 1953 trasformazione in filovia della Tramvia “2” Via Chiodo – Muggiano;
  • Novembre 1953 istituzione della nuova autolinea “B” Via Chiodo – Biassa.

Contro i 70 veicoli tra motrici e rimorchi impiegati solo nel servizio tramviario, vengono impiegati nel 1948, 40 vetture suddivisi in 14 autobus e 26 filobus.

6- Autobus 1 001

7- Autobus 2 001

8- autobus 3 001

9- Filobus 1 001

10- Filobus 2 001

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